Un avvocato si rivolge all’Antitrust e …
Di cosa si tratta?

Nella presente home page esporrò dapprima i tratti salienti della vicenda, nonché le ragioni di questo sito e cosa mi aspetto dalla sua pubblicazione. Subito dopo fornirò un “filo di Arianna” per trovare e connettere, da un lato i vari aspetti del fatto (questa volta non solo accennati, ma compiutamente esposti e documentati)  e, dall’altro,  le considerazioni giuridiche e “politiche”.

Cominciamo dalla prima parte del compito che mi sono prefisso:

  1. L’avvocato in questione sono io: Leonardo Perone. Anzi, avvocato lo sono stato fino a quando le mie condizioni di salute mi hanno permesso di lavorare.
  2. L’abuso di dipendenza economica consiste sostanzialmente in ciò: a partire dal 2008 la mia principale cliente – ENEL S.p.A., la seconda società italiana per fatturato, la prima per utili – cominciò a ritardare sistematicamente il pagamento dei compensi pacificamente dovutimi. Inoltre, a causa dell’alterato equilibrio di forza contrattuale delle parti, che essa aveva pesantemente contribuito a causare, mi trovai a dover accettare una serie di condizioni che rendevano le mie prestazioni più gravose rispetto a quanto a suo tempo concordato.
  3. Questo sito non nasce per pubblicizzare una mia vicenda personale. Ne riferisco, infatti,  solo per quanto è necessario a spiegare le iniziative assunte per ottenere giustizia individuale e collettiva; in particolare, quella consistita nella segnalazione presentata nel marzo scorso all’Antitrust. E per far conoscere l’assoluta indifferenza manifestata da CNF, COA e associazioni forensi, che – pur da me debitamente informati – hanno tutti unanimemente taciuto. Non una sola parola di lode o di biasimo da parte loro, ma solo un unanime silenzio.
  4. Dal sito mi aspetto non solo la “solidarietà politica” dei colleghi (ex, per i motivi che ho detto), ma anche che altri possano associarsi attivamente alla mia iniziativa, segnalando e documentando casi analoghi che vedono protagonisti sia la stessa ENEL S.p.A. che altri “committenti forti”. Sono naturalmente graditi anche suggerimenti tecnico-giuridici per aggiustare il tiro. E perfino le confutazioni. Pietro Cantore sosteneva, infatti, che “Nessuna verità può essere veramente capita e predicata con ardore se prima non sia stata masticata dai denti della disputa“. E – come ho detto – a me nemmeno la disputa è stata concessa.

E ora il filo di Arianna per trovare e collegare i fatti esposti in forma organica ed esauriente  – nonché i documenti, che offro a sostegno di quanto affermo – e le considerazioni politiche.

  • Innanzi tutto, l’aspetto sostanziale della vicenda. Ovvero quello che riguarda il sistematico ritardo nel pagamento delle parcelle adottato da ENEL S.p.A. a partire dal 2008. Se ne parla qui.
  • L’aspetto della tutela amministrativa, ovvero quello che riguarda propriamente la segnalazione all’Antitrust. Se ne parla in questa pagina, dalla quale è altresì possibile scaricare lo stesso atto di segnalazione in formato pdf.
  • L’aspetto – come dire? – politico. Ovvero, quello in cui si discute dell’atteggiamento tenuto nel caso in questione da CNF, COA e associazioni forensi. Se ne parla qui.
  • E, infine, l’aspetto della tutela strettamente giurisdizionale, quello cioè relativo al giudizio civile che ho promosso nei confronti di detta società e che  verte – ma solo in parte  – sugli stessi fatti segnalati all’Antitrust. Se ne parla qui. E anche esso contribuisce alla completa individuazione del piano “politico” della questione.
  • Infine vi è una pagina in cui ho raggruppato tutti i documenti che metto a disposizione in formato pdf. La si trova qui.

Buono studio e grazie per l’attenzione.