I fatti dal punto di vista della tutela amministrativa

Per illustrare l’aspetto amministrativo della vicenda, sono sufficienti poche parole.

In data 6.3.2017 ho depositato all’AGCM la segnalazione che potete scaricare cliccando qui. Come potrete rilevare, in essa si fa ampio riferimento anche al Codice Etico, che ENEL S.p.A. si è dato ( lo trovate qui), il quale dedica ben tre lunghi articoli ai rapporti con i fornitori.

La predetta segnalazione si compone di centodieci pagine, ma il vero e proprio corpo dell’atto ne occupa solo sei; le altre vanno a costituire gli allegati, nei quali – oltre a fornire ulteriori particolari in punto di fatto, nonché indicazioni utili ad agevolare la “lettura” dei documenti depositati  – si indicano per ciascun incarico le seguenti notizie:

  • i dati del giudizio;
  • il numero e la data della fattura;
  • la data in cui l’incarico era stato portato a termine (ovvero quella in cui comunicavo al cliente l’avvenuta conclusione del giudizio, inviando altresì copia del provvedimento che lo definiva);
  • la data di pagamento della fattura;
  • il lasso di tempo intercorso tra i due momenti.

Il predetto atto di segnalazione veniva protocollato con numero 0024373 del 6.3.2017 e affidato alla Direzione Energia e Industria di Base di Concorrenza.

Unitamente alla presentazione dello stesso si provvedeva al deposito – in formato cartaceo e digitale – della documentazione idonea a provare i fatti in esso dedotti.

Mentre, come ho detto, il ricorso è reso accessibile a tutti (cliccando qui), ritengo che  – per ragioni attinenti la tutela dei dati personali – non sia lecito fare altrettanto per i documenti. Il che significa, quindi, che essi sono a disposizione di chiunque possa legittimamente richiederli.

Il deposito dell’atto di segnalazione, come ho detto, risale al 6.3.2017 e da allora non ho avuto alcuna notizia. Mi conforta, però, la seguente pronuncia dell’AGCM resa in un  caso analogo: il provvedimento n. 26251 – (RP1 – HERA-AFFIDAMENTI GRUPPI MISURA GAS/TERMINI DI PAGAMENTO)

In altre parole, l’esperienza sembra dimostrare che anche per il rimedio amministrativo vale quanto ho detto per quello giurisdizionale: se il singolo avvocato è costretto a combattere da solo contro un gigante economico, anche questa forma di tutela è un’arma spuntata.

Passiamo, quindi, all’aspetto politico della vicenda, esposto qui.