I fatti dal punto di vista della tutela giurisdizionale

I fatti esposti nella pagina dedicata all’aspetto sostanziale della vicenda – nonché altri che qui ometto perché non coinvolgono interessi collettivi – mi hanno indotto a convenire in giudizio ENEL S.p.A. (nonché le società controllate) per ottenere il risarcimento dei conseguenti danni (patrimoniali e non).
Il giudizio, proposto con atto di citazione notificato nel settembre 2015, pende innanzi al Tribunale di Napoli, N.R.G. 25929/2015 – Giudice Unico, l’egregio dott. Caccese. Al momento in cui scrivo sono in attesa che sia sciolta la riserva in ordine alle rispettive istanze istruttorie.
In altre parole il giudizio segue tranquillamente il suo corso.
Né potrebbe essere altrimenti, tenuto conto del fatto che in tale tipo di giudizi l’avvocato creditore – per fornire la necessaria prova del puntuale svolgimento del mandato e, quindi, del proprio credito – è costretto a depositare una quantità enorme di documenti, e quindi alla formazione di un fascicolo “monstre”, che contribuisce a ritardare l’iter del giudizio.
È superfluo, infine, rilevare che controparte è ben consapevole che tale situazione “processuale” accresce oggettivamente la propria posizione di rilevante forza sul piano “sostanziale”.
Insomma, se il singolo avvocato è costretto a combattere da solo contro un gigante economico, la tutela giurisdizionale è un’arma spuntata.