I fatti, dal punto di vista “sostanziale”

Come ho anticipato nella home page, dal punto di vista “sostanziale” il fatto consiste in ciò: a partire dal 2008 la mia principale cliente – ENEL S.p.A., (con le società controllate), ovvero la seconda società italiana per fatturato, la prima per utili – cominciò a ritardare sistematicamente il pagamento dei compensi dovutimi. Recte: di compensi pacificamente dovutimi, atteso che: a) né le mie richieste, né il mio operato sono mai stati oggetto di contestazione; b) pur in pendenza del giudizio, buona parte delle competenze in questione mi sono state spontaneamente pagate (naturalmente con notevole ritardo). Inoltre, a causa dell’alterato equilibrio di forza contrattuale delle parti, che detta società aveva pesantemente contribuito a causare, mi trovai a dover accettare una serie di condizioni che rendevano le mie prestazioni più gravose rispetto a quanto a suo tempo concordato.

Nulla autorizza a ritenere che tale trattamento sia stato riservato solo a me. Anzi, sarebbe gravissimo se emergesse che negli anni in questione ENEL S.p.A. pagasse tempestivamente (o, anche con un ritardo medio inferiore) le competenze dovute agli altri propri legali esterni (o anche solo ad alcuni di essi).

È, dunque, ragionevole ipotizzare – anche alla luce di diversi elementi in mio possesso – che il protratto ritardato pagamento delle mie competenze sia solo un momento di una generalizzata pratica adottata da detta società dal 2008.

Conseguentemente, deve ritenersi giustificata la mia segnalazione all’Antitrust affinché  accerti se – nel periodo in esame – ENEL S.p.A. abbia indebitamente di fatto “trasferito” sui propri legali esterni (soggetti sicuramente più deboli) il peso della crisi di liquidità, alterando oggettivamente gli originari equilibri di forza contrattuale all’interno dei rapporti tra avvocato e committente e conseguendo così un indebito vantaggio non solo di natura finanziaria. Non si può dimenticare, invero, che i fatti in questione riguardano un periodo in cui – a seguito delle liberalizzazioni che nel luglio 2006 avevano abolito i minimi tariffari – la determinazione dei compensi ai professionisti passò all’autonomia privata.

Sulla base di dette premesse appare intuitivamente giustificata anche la mia decisione di dare notizia di detta segnalazione al CNF, al COA e alle varie associazioni forensi.

Anche se quello che definisco il “piano sostanziale” della vicenda mi ha reso un ospite ideale della “tv del dolore” (tralasciando debiti e pendenze con Equitalia, giusto per limitarmi agli aspetti che attirano maggiore audience, dirò che nel 2012 ho avuto un infarto e nel 2013 sono stato operato di cancro al polmone sx); nonostante ciò, dicevo,  non è l’aspetto individuale che intendo qui discutere. Questo è oggetto del giudizio pendente innanzi al Tribunale di Napoli di cui  – sempre perché anche tale aspetto della vicenda contribuisce a chiarire il quadro “politico” – si parla qui. L’esposizione del piano “sostanziale”, lo ripeto, costituisce solo il necessario presupposto per conseguire i risultati che mi prefiggo e che ho illustrato nella predetta home page.